La lunga notte (di dimissioni) del Pd

Una notte drammatica per il Pd, che si consuma di fronte all’assemblea cittadina del partito al circolo di San Bartolo a Cintoia. Una notte in cui si dimette il capogruppo del Pd in Comune, Alberto Formigli. In cui Giacomo Billi, segretario del partito rimette il suo mandato mentre Graziano Cioni, assessore e candidato alle primarie, indagato nell’inchiesta su Castello non molla e va avanti: «Mi difendo combattendo e vado avanti. Mi chiedete un passo indietro? E io ne faccio cinque in avanti». LA VICENDA FORMIGLI. Il capogruppo del Pd in Comune a Firenze, ha annunciato le dimissioni dal suo incarico alla guida dei consiglieri comunali del Partito democratico in Palazzo Vecchio in una lettera. Le dimissioni di Formigli arrivano dopo il terremoto giudiziario-politico scatenato dall’inchiesta sulla trasformazione urbanistica dell’area di Fondiaria-Sai (gruppo Ligresti) a Castello, alla periferia nord-ovest di Firenze. CONFLITTO DI INTERESSI. Formigli non è indagato nell’inchiesta su Castello, ma ci sono state polemiche in merito a un presunto conflitto di interessi tra il suo ruolo di politico (è stato anche ex presidente della commissione urbanistica comunale) e quello di fondatore ed ex socio della società di progettazione Quadra. Formigli risulta indagato per corruzione in un’inchiesta su un complesso edilizio in piazza Dalmazia a Firenze. «Sono convinto - scrive Formigli nella lettera - di fare la cosa che ha meno senso e spero che ora si apra una fase politica più facile. È facile individuare nel libero professionista che si espone la persona da buttare giù dalla torre. Chiedere le dimissioni su un giornale è puro terrorismo. Non ha senso continuare ad essere un capro espiatorio». Formigli ha anche ribadito l’onestà degli atti amministrativi approvati e ha sottolineato la volontà di continuare a lavorare in consiglio comunale. Al termine della lettura della lettera l’assemblea ha applaudito. 03 dicembre 2008

Corriere Fiorentino.it

Il 2009: sarà l’anno dei Gemelli _ Parola di Paolo Fox_

oh!! finalmente una bella notizia per tutti quelli che come me sono nati sotto il segno dei gemelli !!

da Wikipedia

da Wikipedia

Secondo l’astrologia occidentale, il segno dei Gemelli è un segno zodiacale mutevoled’aria, governato da Mercurio. In questo segno Giove si trova in esilio. È opposto al segno del Sagittario.

Il metallo del segno è il mercurio, le pietre il topazio, l’agata e il quarzo citrino. Le specie vegetali associate ai Gemelli sono il garofano, lalavanda ed il rosmarino. Le perti del corpo legate al segno dei Gemelli sono le vie aeree superiori ed i nervi.

Le persone con posizioni di rilievo in questo segno zodiacale sono dotate di un’intelligenza brillante e di uno spirito lieve e sono in continuo movimento. Sono considerati i più curiosi, eclettici, ironici e distratti dello zodiaco. La loro doppia natura fa in modo che i gemelli si bastino da soli e questo può apparentemente portarli a forme di ipocrisia e ambiguità. Eterni bambini dall’insaziabile voracità di conoscenza, possono far fatica ad instaurare rapporti affettivi profondi e duraturi poichè sempre alla ricerca di nuove esperienze.

Il sole si trova nel segno dei Gemelli tra il 21 maggio e il 20 giugno.

Personaggi celebri della storia con il sole in gemelli

IL CROLLO DELLA FIDUCIA: TUTELARE I RISPARMIATORI TRADITI

di Antonino Armao

La fiducia tradita.
Solo adesso tutti si accorgono che la mancanza di etica negli affari mina dalle fondamenta il bene supremo delle economie moderne, la pietra angolare del mercato: la fiducia. Adesso che i buoi sono scappati tutti si accorgono che per garantire l’eticità delle Banche non bastava tenerle lontano dai fabbricanti di armi (vedi il recente atto di indirizzo del Comune di Arezzo sulla scelta del Servizio di Tesoreria). Ma quanto era “trendy” nei salotti “radical chic” della provincia parlare della pagliuzza e non vedere il trave nell’occhio della Banche.

Ma che cosa è successo?
L’ultimo a nostra conoscenza è un operaio di Arezzo, che ha investito 10mila euro in una polizza assicurativa garantita da Lehman Brothers. L’ultimo di una lunga serie, che rischia di allungarsi sempre di più. Dopo i bond Cirio, il crac Parmalat, il default dell’Argentina, la nuova emergenza dei risparmio tradito si chiama Lehman Brothers, la quarta banca d’investimento degli Stati Uniti. Il fallimento della banca, costretta a chiedere l’amministrazione controllata a causa dei debiti accumulati in conseguenza della crisi dei mutui subprime (si parla di 85 miliardi di perdite e 613 di debiti totali), lascia sul campo le vittime e cioè i poveri risparmiatori costretti, ancora una volta, dopo le note vicende Argentina, Cirio e Parmalat, a contare i danni!
Anche nella vicenda Lehman abbiamo assistito, infatti, alla commercializzazione di prodotti finanziari che sono stati inseriti in altri più rassicuranti. Se, come sembra, sono stati inseriti nei fondi e nelle assicurazioni, i risparmiatori rischiano gravi perdite. Si tratta delle polizze index linked e unit linked, costruite con obbligazioni Lehman od altre garantite da Lehman, vendute in Italia da varie compagnie assicurative e da istituti bancari.

Le cause del disastro.
Quattro le cause individuate dai migliori analisti (www.lavoce.info): a) una prolungata politica di bassi tassi di interesse a breve termine, b) prodotti finanziari troppo “innovativi” che hanno facilitato l’espansione del credito in modo massiccio e trasferito il rischio di insolvenza, c) alcune lacune nella regolamentazione delle istituzioni finanziarie, d) una carenza di valutazione dei rischi delle attività finanziarie da parte delle società di rating.
È possibile che non ci siano stati segnali che indicassero ai Professionisti del credito e agli Istituti di vigilanza la presenza di uno squilibrio nel sistema in termini di liquidità e rischio? Ma quando è emerso lo squilibrio? Quando la Fed, nella seconda metà del 2005, ha gradualmente iniziato ad aumentare i tassi. I primi segnali si sono avuti dapprima con il concretizzarsi del rischio di credito e poi con le insolvenze dei mutuatari, la caduta dei prezzi delle attività, l’insolvenza di istituti finanziari e assicurativi, il venir meno del mercato degli Abs. Il tutto è sfociato in fortissime deficienze di liquidità per il sistema bancario.
La crisi quindi si manifestava già dal 2005 con: (a) perduranti deficienze di liquidità in un ampio sottoinsieme di banche, con conseguente carenza di attività finanziarie nell’attivo di tali banche da usare come collaterali per nuovi debiti a breve con cui ripagare i debiti a breve in scadenza; (b) l’aumento dei rischi di insolvenze e il conseguente blocco del mercato interbancario a causa della sfiducia tra le banche; (c) il blocco delle negoziazioni nei mercati obbligazionari e (d) l’emergere di perdite e quindi di deficit di capitale soprattutto per un sottoinsieme di banche.
In sostanza, i segnali c’erano tutti fin dal 2005, solo che “il giocoliere” non si è fermato e ha continuato a far girare le palle ben oltre le sue possibilità.
I segnali per comprendere che il rischio di certe operazioni stava aumentando in maniera esponenziale “il giocoliere” dunque ce li aveva. Già quindici mesi prima del 15 settembre 2008, sui principali organi di informazione, circolavano notizie sul concreto rischio che le principali banche statunitensi potessero essere travolte dalla crisi dei mutui subprime poi concretizzatosi con il fallimento di Bear Stearns salvata all’ultimo dalla Federal Reserve e passata, quindi, a JP Morgan Chase.
Ciononostante, solo il 15 Settembre 2008 (data in cui la Banca ha ufficialmente chiesto al tribunale fallimentare di New York l’amministrazione controllata) i titoli Lehman Brothers sono usciti dall’elenco Pattichiari “Obbligazioni Basso Rischio Basso Rendimento”, iniziativa dell’ABI volta ad orientare le scelte del risparmiatore intenzionato ad investire in titoli semplici e poco rischiosi!
E allora, perché le Banche hanno continuato a vendere certi prodotti anche a risparmiatori strutturalmente poco propensi al rischio (pensionati, dipendenti, operai, piccoli commercianti) con le benedicenti rassicurazioni delle Società di rating? Già, perché?

Vediamo chi ci ha guadagnato.
Come è emerso anche da una recente indagine della Procura di Milano che ha fatto luce su un mondo solitamente molto opaco, il collocamento di prodotti finanziari ad alto rischio consentiva agli Istituti di credito, in una prima fase, di ricevere consistenti up-front (commissioni) da parte delle banche estere emittenti gli strumenti finanziari, con un immediato risultato sull’utile d’esercizio.

Ma c’è di più.
Qualcuno ha avuto la malaugurata idea di remunerare i vertici di alcuni Istituti, oltre che con stipendi da capogiro, anche con titoli (stock option) delle stesse Società da loro amministrate. Ciò induceva gli stessi vertici ad ottenere la crescita “artefatta” del volume d’affari e degli utili di esercizio; circostanza che consentiva la crescita di valore dell’azienda, con ripercussione diretta sul valore delle azioni e, di conseguenza, sul guadagno spettante ai vertici aziendali a seguito dell’esercizio delle stock option ricevute.
Ecco perchè, devono essere chiamate in causa le banche che hanno venduto i titoli ai rispettivi clienti, per capire caso per caso se ci sia stata semplice leggerezza, colpa grave o addirittura dolo nel collocamento di certi prodotti finanziari.
Lo scenario è variegato, c’è chi ha investito poche migliaia di euro e chi ha messo invece, nel titolo che fino a poche settimane prima del crac veniva venduto per più che sicuro, diverse decine di migliaia di euro, i risparmi di una vita. Qualcuno deve rispondere a tutto questo. Dove erano i Governi nel 2006 e nel 2007, che cosa facevano gli Istituti di vigilanza? continua a leggere

LE “ECO-PALLE” di Beppe Grillo

di Rosangela Nicotra

Beppe Grillo stavolta ha commesso un vero azzardo, promuovendo senza soluzione di continuità, nei suoi innumerevoli spettacoli, la famosa “palla magica”, che promette di lavare utilizzando poco o nessun detersivo. Quella di marca Biowashball (prodotta dalla svizzera EMKER) è solo una delle tante varianti, che a seconda del produttore si può chiamare Palla Linda, Magic Washball, così come su eBay se ne possono trovare di altre marche a bizzeffe. Praticamente tutte provengono da pochi produttori cinesi, il brevetto è del 2000 di origine taiwanese.
La rivista dei consumatori “Il Salvagente” e la trasmissione Rai “Mi manda RaiTre” hanno compiuto indipendentemente delle analisi chimico-fisiche sulle sostanze impiegate, al fine di chiarirne il principio di funzionamento.
Risultato ?

I materiali ceramici contenuti (ossidi di titanio, alluminio, magnesio, zeoliti, composti abrasivi) non hanno nessuna delle proprietà decantate, ovvero innalzamento del Ph, emissione di infrarossi lontani, produzione di cationi, effetti detergenti, effetti antibatterici. Anche se alcuni di questi materiali fossero chimicamente attivi (come gli ossidi di titanio) sono presenti in concentrazioni talmente basse da risultare omeopatiche.
Infine, tutti i risultati mostrano che la biowashball lava esattamente come l’acqua, che di per se ha un modesto potere detergente anche in assenza di qualsiasi tipo di detersivo.
“Batteri che agiscano in maniera fotosintetica, che recuperano l’energia, che si ricarica al sole…”, così si arranca il responsabile dell’azienda svizzera invitato alla trasmissione di RaiTre, arrivando a sostenere che “…un laboratorio di analisi non può confutare in una settimana il risultato di dieci anni (?!?) di studi ed i milioni di clienti soddisfatti”.
Eccome se può, bastano pochi minuti, non certo una settimana. Già solamente leggendo il presunto principio di funzionamento si capisce di come possa essere confutabile persino da chi non va oltre un buon liceo scientifico. Basta eseguire un test a doppio cieco, dove chi giudica il risultato “non sa” se è stata messa una palla vera o una palla di gomma. Inoltre, verificare se la palla emette davvero radiazione infrarossa oppure no è piuttosto semplice anche senza una strumentazione sofisticata…
Se emettesse nel “lontano” infrarosso, semplicemente la palla si scalderebbe, dato che le radiazioni infrarosse lontane sono associate all’emissività di un corpo caldo. Immergetela in acqua a temperatura ambiente e verificate dopo mezz’ora con un termometro a immersione (da acquario) se la temperatura è salita.
Se emettesse nel “vicino” infrarosso, basterebbe utilizzare una banale fotocamera digitale ed inquadrare la palla nell’obiettivo, dovrebbe sembrare leggermente luminescente. Non credete……..continua a leggere

Che cosa è la social card?

CARTA ACQUISTI o SOCIAL CARD (26 NOVEMBRE 2008)

Presentazione

La Carta spetta ai cittadini ultrasessantacinquenni e alle famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni che abbiano un reddito ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6.000 euro. Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito ISEE è fino a 8.000 euro.

La Carta Acquisti è stata introdotta con la manovra finanziaria (art.81 Decreto legge n. 112/2008) per sostenere le famiglie e le persone anziane nella spesa alimentare e per le spese domestiche di luce e gas.

La Carta Acquisti si presenta come una normale carta di pagamento elettronico, uguale a quelle già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro Paese. A differenza di queste, però, le spese effettuate con la Carta Acquisti, verranno addebitate non al titolare della Carta, bensì direttamente allo Stato.

La Carta potrà essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi abilitati. Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma “Carta Acquisti”. Tramite la Carta, si potrà accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata. Ulteriori benefici e agevolazioni sono in corso di studio.

La Carta Acquisti vale 40 euro al mese. Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Carta sarà inizialmente caricata con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni 2 mesi con 80 euro, sulla base degli stanziamenti via via disponibili.

Per avere la Carta acquisti occorre presentare una domanda. A tutti i possibili beneficiari verrà inviata una lettera con la spiegazione su come ottenere la Carta. Per avere informazioni si può contattare il numero Verde 800.666.888.

Chi ne ha diritto

Due sono le categorie aventi diritto alla Carta Acquisti:

-   Anziani con 65 anni o più

-   Famiglie con bambini piccoli

Anziani con 65 anni o più: i requisiti

Cittadini e residenti in Italia

Con età tra i 65 e 69 anni e redditi o trattamenti pensionistici fino a 6.000 euro all’anno

Con un’età pari o superiore a 70 anni e redditi e trattamenti pensionistici fino a 8.000 euro all’anno

Con redditi personali tali da non comportare il pagamento di alcuna imposta

Proprietari - da soli o insieme al coniuge - di una sola casa di abitazione

Titolari - da soli o insieme al coniuge - di una sola utenza elettrica e di una sola utenza del gas

Titolari - da soli o insieme al coniuge - di un solo autoveicolo

Con meno di 15.000 euro di risparmi in Banca, le Poste etc. - da soli o insieme al coniuge -

La cui famiglia ha un indicatore ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) della situazione economica complessiva fino a 6.000 euro

Famiglie con bambini piccoli: i requisiti

Con figli sotto i 3 anni, cittadini e residenti in Italia (nel caso di più figli sotto i tre anni, gli accrediti si sommano).

Proprietarie di una sola casa di abitazione

Titolari di una sola utenza elettrica a uso domestico

Titolari di una sola utenza elettrica a uso non domestico

Titolari di due utenze del gas

Proprietarie di al max due autoveicoli

Con meno di 15.000 euro di risparmi in Banca, le Poste etc.

Con un indicatore ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) della situazione economica complessiva fino a 6.000 euro.

Come e dove ottenerla

Per ottenere la Carta bisognerà recarsi, a partire da dicembre, in un ufficio postale abilitato portando con se:

Modulo di richiesta (disponibile sul sito del MEF) complilato in ogni sua parte con i relativi allgati (in particolare un’attestazione ISEE in corso di validità)

Originale e fotocopia del documento d’identità

Nella generalità dei casi verrà consegnata subito una Carta Acquisti. Qualora non venisse consegnata subito il cittadino potrà scegliere se ritirarla successivamente nello stesso ufficio e se farsela recapitare a casa.

La Carta, a meno di riscontri negativi nei database dell’Amministrazione sulle dichiarazioni effettuate nel modulo di richiesta, sarà utilizzabile già nel secondo giorno lavorativo successivo alla consegna.

Normativa e risorse

Normativa

Articolo 81, comma 29 e seguenti, del decreto legge n. 112 del 2008, convertito con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008.

Decreto interdipartimentale del MEF e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, prot. n. 89030 del 16 settembre 2008, registrato dalla Corte dei Conti in data 25 settembre 2008.

Decreto interdipartimentale del MEF e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, prot. 104376 del 9 novembre 2008, registrato dalla Corte dei Conti in data 14 novembre 2008.

Risorse

170 milioni di euro già messi a disposizione dal D.L. 112/2008

250 milioni sono previsti da donazioni di soggetti privati (200 milioni dall’ENI, 50 milioni dall’ENEL)

450 milioni in base all’art.4 del decreto-legge n.155/08 in discussione alla Camera (A.C. 1762-A), nel testo approvato in Commissione

200 milioni in base all’art. 13, comma 1, del disegno di legge n. 1195, attualmente all’esame del Senato

Esperienze di altri Paesi

Il caso della Polonia

La carta prepagata permette la distribuzione di pensioni e sussidi sociali attraverso gli uffici municipali:

- Rimpiazza con pagamenti elettronici il sistema basato su pagamenti di cassa

- È supportato in oltre 26 città polacche

- È ricaricabile mensilmente attraverso trasferimenti dalle autorità municipali

- Può essere utilizzata per acquisti in ogni esercizio in cui Maestro viene accettata (nessuna restrizione all’utilizzo)

Il caso degli Usa

Il primo Food Stamps Program è stato operativo nel periodo 1939-1943. Il programma è stato poi riavviato nel 1961.

Ad oggi oltre il 99,8% dei sussidi viene erogato attraverso un sistema elettronico (Electronic Benefit Transfer).

Dal 1° ottobre 2008 il nuovo nome del Food Stamp Program è Supplemental Nutrition Assistance Program (SNAP).

Lo SNAP aiuta le persone senza reddito o con un reddito basso ad acquistare alimenti aventi valore nutritivo:

Il sussidio viene erogato su una carta elettronica utilizzabile come carta di credito per l’acquisto di viveri, che viene accettata nella maggioranza dei negozi di generi alimentari

L’idoneità a ricevere il sussidio si basa sul reddito e sulle risorse detenute (esclusa l’abitazione). Vi sono norme speciali per gli anziani e i disabili.

In caso di idoneità, l’ammontare del sussidio percepito dipende dal numero di persone appartenenti al proprio nucleo familiare.

La Croce Rossa Americana

La Croce Rossa Americana ha introdotto nel 2003 la carta prepagata relativa al programma Disaster Relief Assistance. Nel 2005 la carta ha svolto un ruolo chiave nella distribuzione dei soccorsi a seguito dell’uragano Katrina:

- Il programma è finanziato prevalentemente attraverso donazioni private

- La spendibilità della carta è normalmente ristretta a beni e servizi necessari, essendo la carta inutilizzabile per acquisti voluttuari (attraverso un filtro su MCC).

- Consente una rapida ed efficace assistenza alle vittime di disastri naturali

- Limita il ricorso al contante ed agli assegni in situazioni in cui gli interessati possono avere difficoltà a procurarsi tali forme di pagamento

- Prima dell’uragano Katrina, la Croce Rossa Americana aveva uno stock di 70.000 carte, successivamente a tale catastrofe, lo stock è stato elevato a 1.000.000 di carte.

Il caso della Georgia (USA)

Utilizzata dal governo dello Stato della Geòrgia per gestire più efficientemente il programma di supporto all’infanzia (596 milioni di dollari nel 2005).

I principali benefici per il titolare della carta sono rappresentati da:

- Riduzione dei tempi di pagamento

- Evitare ritardi negli incassi o smarrimenti degli assegni

- Permettere alle famiglie senza conto bancario di eliminare le tariffe di incasso degli assegni.

Il caso della Gran Bretagna

II Governo Britannico ha avviato un progetto pilota per l’erogazione di sussidi mediante carte prepagate.

Cambridgeshire County Council è la prima Autorità Locale che ha preso parte al progetto, lanciando nell’aprile del 2008 una Programma con le seguenti caratteristiche:

- Distribuzione di una Carta prepagata ai figli (13-17 anni) di famiglie a basso reddito

- Durata della carta: 12 mesi

- Ricarica mensile di £40

- Spendibile esclusivamente per attività culturali o sportive (filtro su Merchant Category Code)

Il caso dell’Olanda

Carta prepagata utilizzata nell’ambito di programmi differenziati di erogazione di sussidi da parte dei Governi locali, che utilizzano la stessa piattaforma:

- Pagamenti di emergenza per circostanze particolari

- Assistenza a persone con difficoltà finanziarie

- Pagamento di sussidi da parte della previdenza sociale

- Assistenza sociale a disoccupati.

La giunta Dominici nel mirino della magistratura. Le primarie del PD a rischio a Firenze

Firenze, terremoto giudiziario nel Pd Venerdí 28.11.2008 12:08 da Afffariitaliani.it

La procura di Firenze è convinta che sull’area di Castello si sia giocata una partita con un solo sconfitto: l’interesse pubblico. Parte da questo presupposto l’inchiesta esplosa una settimana fa con sette avvisi di garanzia per corruzione, che vede implicati gli assessori della giunta di Palazzo Vecchio, Gianni Biagi e Graziano Cioni e il patron di Fondiaria Salvatore Ligresti.

Protagonisti la proprietà dell’area a nord ovest di Firenze, interessata ad ottenere quante più volumetrie possibili per edificare palazzi e negozi nei 259.000 metri quadri a spese dell’interesse pubblico “lasciato in un angolino asservito a logiche di guadagno o di competizione politiche” come scrivono gli inquirenti nel decreto di sequestro dei 168 ettari di terreno di Fondiaria-Sai, che secondo una convenzione siglata nel 2005 tra il Comune e lo stesso Ligresti prevedeva anche un parco pubblico di 80 ettari, vero e proprio polmone verde, ritenuto “parte essenziale” di tutto il progetto Castello, che nelle intenzioni di Ligresti sarebbe dovuto costare più di un miliardo di euro.

Nei mesi scorsi però sulla stessa area è piombata l’ipotesi del Comune di costruire il nuovo stadio della Fiorentina, dopo la presentazione del progetto fatta dai fratelli Della Valle, proprietari della squadra viola. Non ci sono bustarelle di mezzo, non c’è (almeno al momento viene escluso) passaggio di denaro per corrompere i politici. Ma per la procura gli assessori Biagi e Cioni avrebbero tutelato gli interessi dei privati, addirittura a costo di mettere a rischio il parco, favorendo i privati, rilasciando licenze edilizie prima ancora della realizzazione del “polmone verde”, previsto nella convenzione a carico della Fondiaria (circa 10 milioni di euro come oneri di urbanizzazione).

In sintesi eccolo il quadro accusatorio. I pm disegnano un ruolo “anomalo” che avrebbe svolto Biagi. Scorrendo le 140 pagine del decreto firmato dal Gip Rosario Lupo, emergono intercettazioni telefoniche nelle quali per la procura è proprio l’assessore Biagi a chiedere a Fondiaria l’affidamento di incarichi agli architetti Casamonti e Savi. Sarebbe la prova della sua “utilità indebita”. Lo stesso assessore si sarebbe poi attivato per ostacolare un bando di gara della Provincia, voluto dal presidente Matteo Renzi. Per la procura invece Cioni avrebbe garantito a Fondiaria “il proprio appoggio politico e amministrativo” in cambio di una promozione e gratificazioni economiche per il figlio, dipendente di Fondiaria, e l’affitto di un’appartamento per una sua conoscente. Il terremoto giudiziaria, come era prevedibile ha scosso da vicino Palazzo Vecchio.

Giovedì le dimissioni di Biagi “dimostrerò che non sono un corrotto”. Cioni invece resta al suo posto su richiesta di Domenici, il sindaco chiede un incontro con il procuratore Quattrocchi e il Pd che fa quadrato e il capogruppo di Palazzo Vecchio Alberto Formigli, già indagato in un’altra inchiesta dei pm fiorentini, che chiarisce il senso di quella intercettazione “voglio 10 ettari” detta a Biagi. Nessun interesse privato ma solo quello della città “dei più deboli, di chi ha bisogno di una casa” spiegherà poi Formigli.

E’ in questo scenario che il Pd di Firenze si appresta a vivere due mesi di primarie per la scelta del candidato a sindaco. Quattro i concorrenti: Daniela Lastri, Lapo Pistelli, Matteo Renzi e Graziano Cioni. Quest’ultimo uno dei protagonisti dell’inchiesta. Quali potrebbero essere le conseguenze sul partito? Dubbi e domande che si intrecciano con il vertice a Roma tra il segretario nazionale del Pd Veltroni, i segretari locali e regionale, il sindaco Domenici e il presidente toscano Martini. Nel Pd fiorentino però in pochi sono pronti a scommettere su un ordine di azzerare tutto fatto da Veltroni. Anche se c’è chi pensa che sarebbe opportuno raffreddare la battaglia delle primarie, in un momento in cui sarebbe più opportuna l’unità tra i democratici fiorentini.

se niente fosse, a votare il piano strutturale e le altre delibere”.

FIRENZE/ PDL: SINDACO E GIUNTA SI DIMETTANO

Il Centrodestra fiorentino chiede le dimissioni del sindaco Leonardo Domenici e della giunta sulla vicenda di Castello, l’area di Fondiaria-Sai sequestrata. “Sindaco e giunta - affermano i capigruppo di Forza Italia-PdL e Alleanza Nazionale-PdL, Bianca Maria Giocoli e Riccardo Sarra - si devono dimettere. La città, fino alle elezioni della primavera 2009, dovrà essere amministrata da un commissario di governo. Come capo della giunta - hanno sottolineato - il sindaco Domenici politicamente ‘non poteva non sapere’, le decisioni sono prese collegialmente dalla giunta. E non se la può certo cavare con le dimissioni dell’assessore all’urbanistica Gianni Biagi. Non si può - conclude il PdL - continuare a governare la città dopo il retroscena emerso dalle intercettazioni degli inquirenti. Non si può continuare, come

Tommaso Villa: Forza Italia Giovani rimarrà automa ancora per mesi.

I giovani di Forza Italia in Toscana continueranno la loro attività in autonomia  ancora per molti mesi_ a dirlo  è lo stesso coordinatore regionale Tommaso Villa_ intervenuto all’incontro con i giovani di Forza Italia Arezzo che si è celebrato lo scorso Venerdì nella sala Convegni dell’Hotel Continentale.

Tommaso Villa  eletto da poco Coordinatore dei giovani Toscani di Forza Italia , parla dell’esperienza decennale nel partito , delle battaglie quotidiane  e  delle difficoltà in generale che i giovani incontrano e incontreranno per il futuro.

Tommaso Villa parla anche della questione candidature,  troppo spesso le candidature dei giovani finiscono  senza una rappresentanza reale _è ora di cambiare atteggiamento, di non arrenderci nei confronti di coloro che  utilizzano i giovani solamente per scopi di propaganda mediatica, è ora di alzare la testa e di ri- prenderci il nostro futuro._

_L’incontro è stato un momento importante di riflessione per  soffermarsi sulle posizioni acquisite negli anni direttamente nel territorio e dall’altro iniziare a parlare e pensare nell’ottica del partito unico_ a dirlo il coord. dei giovani di Forza Italia Alessio Mattesini ,   all’ interno della serata poi,   si è dato ampio spazio  anche alle tematiche interne ad Arezzo , con gli interventi dei responsabili giovani delle quattro vallate che compongono il territorio Aretino.

La Linea Politica Aretina di FI-PDL per il futuro

Nella sede di Corso Italia ci attendono Maurizio D’Ettore, Lucia Tanti e Alessio Mattesini.

E’ presente anche la Consigliera Regionale Rossella Angiolini, che ha appena terminato la conferenza stampa sull’iniziativa che vedrà il Ministro Sacconi confrontarsi con le categorie economiche della città.

L’intervista è una piacevole chiacchierata a quattro sul futuro del PdL nel nostro territorio, in cui le forze politiche in campo si confronteranno per costituire un unico grande partito di centrodestra. Ed è anche l’occasione per la dirigenza eletta di Forza Italia per fare il punto della situazione e chiarire con fermezza i passaggi che attendono questa importante fase politica, che vede i partiti di centrodestra coinvolti anche per la scelta dei candidati alle prossime amministrative.

Allora signori: sta nascendo il PdL…

Tanti: sì, ieri si è sancita la trasformazione di Forza Italia nel Popolo della Libertà. Un momento storico che vede le forze di centrodestra unite nella creazione di questo nuovo, grande partito. Forza Italia, AN, le componenti minori e la realtà dei Circoli stanno tutte lavorando di comune accordo. Una comunità di intenti ed azioni che, ci teniamo a sottolinearlo, è stata raggiunta anche qui ad Arezzo. Anche e soprattutto nel nostro territorio, infatti, gli elettori non ci permetterebbero soluzioni che comportino divisioni interne; il mandato che ci hanno attribuito, è chiaro: quello di fare il PdL. Stiamo lavorando tutti assieme, e questo, se mi permette, è un vanto di questa classe dirigente.

D’Ettore: La nascita del PdL è una modifica statutaria, deliberata dal Consiglio Nazionale - di cui fa parte il Coordinatore Provinciale eletto - che sarà operata attraverso gli appuntamenti di dicembre e condurrà all’Assemblea Costituente di Marzo. Quindi il nostro compito è quello di muoversi in funzione di questa costituzione: tutte le persone, strutture e realtà che si riconoscono in questo progetto, ognuna con i propri numeri, le proprie strutture territoriali e le proprie specificità, concorrerà all’obiettivo. Noi, come attuale classe dirigente, abbiamo ricevuto il mandato di portare a compimento la trasformazione entro il 31 dicembre 2009. Mi fa piacere di essere stato scelto come unico membro del Consiglio Nazionale scelto nel territorio aretino. Il mio compito sarà quello di ascoltare. Perché abbiamo proprio ricevuto il compito di ascoltare ed aprirsi a tutti coloro che volessero partecipare a questa attività. Va però ricordato che tutti i partiti che guideranno questa trasformazione sono tutti legittimati da una recente attività congressuale.

A questo proposito, AN vi ha fatto sapere quando si scioglieranno per confluire nel PdL?

D’Ettore: Innanzitutto non è uno scioglimento, ma una trasformazione. Noi siamo stati convocati al Consiglio Nazionale, in cui - mi fa un enorme piacere ricordarlo - ha partecipato praticamente tutto il partito - c’erano Giorgetti, Matteucci, Simonetti, Mencucci, Sangaletti… -, che ha condiviso totalmente i documenti lì prodotti. AN probabilmente farà lo stesso percorso. Ci tengo a sottolineare che è un tutto un percorso estramemte democratico. Forza Italia è il partito degli elettori, che viene interamente rappresentato dal Consiglio Nazionale. Non è un caso che i coordinamenti provinciali sono membri di questa struttura costituente, in quanto organi legittimamente eletti e lì, al pari delle strutture regionali e parlamentari, legittimamente rappresentati.

A livello locale?

D’Ettore: A livello locale FI è aperta a tutti i suggerimenti e tutte le collaborazioni, mantenendo però il suo ruolo con decisione, insieme ad An ed alla altre forze. Ci teniamo a far sapere che l’attuale classe dirigente di FI, assieme a quella delle altre forze politiche che con noi partecipano al progetto, sarà la classe dirigente del Popolo delle Libertà. Il partito nuovo lo fanno gli elettori - lo hanno già fatto il 13 e 14 di aprile. Ma un partito nuovo, specialmente nelle sue strutture, lo fanno anche le classi dirigenti, legittimate da norme democratiche. Voglio proprio conoscere altre classi dirigenti nate nello stesso modo. Il percorso nostro, di AN e delle altre forze del PdL è altamente democratico. Mi dispiace che ci siano delle affermazioni che non sono in sintonia con l’obiettivo della costruzione del PdL. Questo non è il momento dei distinguo dei singoli. Non c’è chi vale di più e chi vale di meno. Al Consiglio Nazionale c’erano veramente tutti. E noi siamo espressione legittimata di questo percorso. Non siamo una nomenclatura. Io questo non lo accetto, specie se affermato da chi non ha nemmeno titolo per dirlo. Che venga al tavolo a confrontarsi, perché è proprio questo il nostro compito quale dirigenza. Spero che le rappresentanze locali non dicano che se non hanno spazio nel PdL se ne vanno nelle liste civiche. Perché in tal caso se ne vanno dal Popolo delle Libertà. E’ vero che il Pdl è aperto a tutti, ma a condizione che se ne condividano metodi e principi. Quindi, in conclusione: apertura totale alla società civile; rispetto delle funzioni dei partiti e delle loro classi dirigenti democraticamente elette; rispetto degli elettori e del voto che hanno dato il 13 e 14 aprile.

Un segnale forte…

D’Ettore: Noi non siamo qui per grazia ricevuta. Noi abbiamo votato per la costituzione del PdL, in quanto è questo è il mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori, in piena sintonia con il coordinatore regionale e nazionale. Lo  voglio sottolineare ancora una volta: nessuna decisione è stata presa dall’alto; questo passaggio è stato votato democraticamente da tutti i rappresentanti - e dico tutti - di Forza Italia. Non ci sono primi della classe.

Tanti: Esatto. Il motto è: costituirsi nella stabilità. Questa classe dirigente, con tutti i suoi poteri e prerogative, rimane in carica fino al 31 dicembre 2009. Ovvero dopo le amministrative sia comunali che provinciali, per la quali, assieme a tutti gli altri coordinatori eletti, faremo campagna elettorale. Parallalamente il processo costitutivo passerà attraverso tavoli di confronto e tutte le forze saranno ascoltate. Ma poiché ci avviciniamo a momenti elettorali importanti, è bene che elettori e sostenitori sappiano con chiarezza che a livello organizzativo i partiti non cambiano.

Per le prossime amministrative, quindi?

Tanti: L’obiettivo è vincere. Perciò si sceglieranno i programmi e le persone che ci faranno ottenere questo risultato.

D’Ettore: Stiamo facendo questo lavoro in tutte le vallate, assieme a tutti gli amici del PdL. Una campagna d’ascolto, molto intensa, in tutto il territorio, che prevede numerosi incontri a cui partecipiamo tutti assieme. Questa fase di ascolto culminerà nei programmi, che saranno vagliati ai tavoli provinciali e regionali ove saranno poi definite le candidature. Stiamo trovando, a tutti i livelli, la piena collaborazione del partito.

Tanti: In tutti i comuni ci stiamo muovendo insieme anche fisicamente, uno sforzo immane…

D’Ettore
: …come già successo in precedenza, l’approssimarsi degli appuntamenti elettorali sta ricompattando fortemente tutte le sensibilità del partito. Per la Festa della Toscana daremo concreta dimostrazione di tutto questo.

Tanti: E’ come la parabola dei talenti. Abbiamo saputo investire bene e con equilibrio, e ora ne stiamo traendo buoni frutti, che in politica ci permettono di superare le fasi difficili e costruire con serenità le fasi nuove. Chi continua a guardare al passato, paradossalmente non avrà futuro.

E i giovani?

Mattesini: Ieri, e mi ha fatto grande piacere, è venuto il Coordinatore Regionale Villa, il quale ha ricordato come il movimento dei giovani di Forza Italia rimarrà in piedi, e sarà uno degli elementi propulsori fondamentali per il nuovo partito. Un’ottima notizia per tutti quei giovani che hanno lavorato incessamentemente in questi ultimi anni, mettendosi sempre a disposizione senza mai nulla chiedere in cambio. A noi è stato sempre stato affidato anche il compito di individuare quei giovani in grado di candidarsi nelle varie elezioni, un compito che ci inorgoglisce, poiché significa investire nel futuro del partito, cosa che il PdL chiede con insistenza.

LUNEDì 24 NOVEMBRE 2008 00:50 - Fabio Massimo Fabrizio  da ArezzoNotizie.it

Lavori in corso nel PdL

La nascita del Popolo della Libertà con lo scioglimento di Forza Italia, An e degli altri partiti minori, non è solamente un atto simbolico per unificare sotto un unico emblema le forze politiche di centro-destra, ma crediamo sia  anche l’occasione per cambiare radicalmente il modo di intendere e di fare politica, specie a livello locale dove servono meno  cortigiani e più cittadini consapevoli. All’idea statica di partito dovrà prendere posto l’idea dinamica di movimento, cioè di azione politica che parte dal basso per giungere in alto, l’idea di radicamento sul territorio, a contatto con la gente di qualsiasi classe sociale, per ascoltare le esigenze e i bisogni della società coinvolgendola attivamente in politica. Perché la politica senza partecipazione è nudo potere, governo dei manager, privilegio di elite. Non deve più accadere che la politica sia considerata il fine per raggiungere una poltrona, ma dovrà essere il mezzo attraverso il quale proporre idee, valori per migliorare la propria città, la propria Regione, la propria Nazione. La politica senza polis, senza polites, è una contraddizione in termini. Ed è per questo che il rinnovamento deve partire dalla base, cioè dalla gente. Inoltre non si può più pensare di fare politica senza cultura, non si può cioè pretendere di definirci di centro-destra solo perché non ci riconosciamo nella sinistra! Non sono i valori e la cultura che mancano al centro-destra, ma chi sappia promuoverli. Non dobbiamo attendere che ci sia un’emorragia all’interno della sinistra, soprattutto in regioni rosse come la Toscana dove la sinistra ha saputo tessere una fitta e opprimente rete burocratica che continua ad avere successo perché non c’è un’alternativa valida sostenuta  da una cultura radicata. Non dobbiamo essere statici, dobbiamo essere dinamici e credere nella forza delle nostre idee, non dobbiamo pensare ai giovani, che rappresentano la vitalità e il futuro, come a semplici manichini da sfruttare per l’occasione, ma credere in loro e coinvolgerli il più possibile nelle attività e nei circoli. Si tratta cioè di fare l’inverso di ciò che abbiamo fatto fino ad oggi.  E’ ovvio che se lasciassimo tutto così come è, non solo la sinistra troverebbe altro terreno fertile, ma creeremo una voragine fra gli eletti e gli elettori. Il Pdl dovrà essere un movimento radicato, non schematico, senza troppi vertici ma con una base solida e forte. E’ nel nascituro Pdl che in molti nutrono questa forte speranza di cambiamento, questa nuova vita che dovrà portarci un modo nuovo di interpretare la politica affidato ad una nuova organizzazione. È la realizzazione concreta di una storia iniziata nel ‘94 che già allora prefigurava il partito unico con i moderati, i liberali, i cattolici, i riformisti.
Quello che verrà sarà un partito che vuole rappresentare tutte le classi sociali. E per tenere insieme pezzi diversi di società  con sensibilità spesso molto diverse tra loro, non basteranno più le cene conviviali sullo stile dei Club Service che pure hanno avuto una funzione fondamentale nel momento della nascita di Forza Italia. Per questo nello Statuto del nuovo partito saranno inserite realtà innovative come i Circoli del Buongoverno e altri. La loro funzione sarà orientata verso la società civile: il nuovo partito sarà articolato in migliaia di piccoli circoli presenti nei luoghi di lavoro, negli uffici, nelle fabbriche, nelle scuole, nelle università, in ogni quartiere in ogni comune, in ogni provincia, in ogni regione. Il nuovo partito vedrà convivere nello stesso partito operai e imprenditori, professionisti e commercianti, dipendenti pubblici e privati, italiani doc e nuovi italiani, settore per settore. Questo sarà il partito degli elettori, così come lo vogliono gli elettori e come lo ha visto Silvio Berlusconi nell’ultimo consiglio nazionale con cui ha sciolto Forza Italia il 21 novembre del 2008. E nel 1994 aveva visto giusto.

Antonino Armao

Federico Mugnai

Da Arezzopolitica.it

il Ministro Sacconi sarà ad Arezzo il 25 novembre per un incontro con le categorie produttive.

È confermata la presenza del Ministro Maurizio Sacconi ad Arezzo per martedì 25 novembre alle ore 13.00, dove terrà una conviviale all’Hotel Minerva.
Il Ministro incontrerà le categorie economiche della città e della provincia di Arezzo per affrontare insieme le problematiche di questo territorio, per confrontarsi sulle politiche economiche del Governo Berlusconi e per recepire i suggerimenti delle realtà produttive della città e della provincia.
Parteciperanno all’incontro Rossella Angiolini - Consigliere Regionale FI - PdL; Felice Maurizio D’Ettore - Coordinatore Provinciale F.I.-PdL Arezzo; Lucia Tanti - Coordinatore Comunale F.I.-PdL Città di Arezzo; Alessio Mattesini - Coordinatore provinciale Forza Italia Giovani Arezzo.
Oltre al Ministro Sacconi Forza Italia - PdL sarà rappresentata dal Sen. Gaetano Quagliariello - Vicepresidente Vicario del Gruppo PdL al Senato - e l’On. Massimo Parisi - Coordinatore regionale di F.I.-PdL.

Pagina Successiva »


DISCLAIMER:

Questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità, la frequenza dei post non è prestabilita e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale o una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.