
Tutti i sociologi, gli studiosi dei comportamenti giovanili, si scervellano per capire, e individuare i motivi per i quali la nostra generazione parlo quella della classe (14-25) si comporta nella quotidianetà o almeno nel Week-end in modo atipico se non addirittura verso l’eccesso. Dopo i fatti nella casa degli orrori di Perugia, con la morte della ragazza inglese, si è formato nella opinione pubblica la senzazione che forse la nostra generazione è veramente atipica se confrontata con la loro. Siamo quelli che amiamo nel week-end avere al possibiltà di eccedere nel bere o nel fumare o altro, per staccare la spina con una giornata piena zeppa di impegni e ad alto livello di stress. Le città implodono nel caos, nello smog, nella insicurezza, non ci sono più gli spazi individuali da dedicare al sano ozio.Oggi anche il cosidetto Wellness, non viene concepito come un’attività ricreativa per rigenerare il corpo e la mente, ma un’attività spesso più stressante fisicamente della nostra giornata lavorativa tipica, si vede spesso OVER 40, che in muta da ginnastica saltano, ballano, fanno pesistica a ritmi non più consoni alla loro età, o meglio non consoni ai loro livelli di allenamento. Con qesti standard di vita, anche noi giovani non potevano sottrarci dalla innata competizione trasmessa dai nostri genitori fin da bambini, sovraccaricandoci di impegni: il nuoto, la musica, la lettura, ecc. Insomma siamo la generazione nata nel gene della competizione, che ci sprona a dare e a essere il meglio di noi stessi.Anche i valori, l’etica è cambiata se rapportata a quella dei nostri genitori, il pragmantismo ha preso piede, i valori cattolici non sono più valori, ma solo una bandierina da far sventolare come fenomeno della nostra identità storica, le parrocchie, la scuola, la famiglia, hanno perso il loro connotato di educatore, e la nostra generazione spesso si è trovata solo nella sua insicurezza, sapendo di contare solo su se stessa e sulla sua conoscenza del mondo esterno.Ed ecco l’importanza di internet e dei nuovi mass media, che hanno sostituito le tradizionali forme di educazione, e si sono imposte come nuovo istituto dove al suo interno si sono formate nuove regole valoriali e di comportamento.
Ma alla fine è proprio vero che la nostra generazione può essere considerata solo in termini negativi? O è spiegabile nell’ atavica paura dell’uomo verso il cambiamento e l’ignoto?.
Ed è forse vero che la nostra generazione, più delle passate è in grado di avere già fin dalla nascità la possibilità di acquisire quella saggezza e quella conoscenza della vita stessa, per la quale le passate generazioni hanno messo anni prima di scoprire?
A tutte queste domande in questo momento storico non so dare risposta, spero che il tempo mi sia da maestro……


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