L’italia viene attraversata da un clima politico distensivo, ormai le polemiche, gli affronti duri, sembrano essere un ricordo del passato.
Walter prima e Berlusconi poi, avevano già dato sentore all’inizio della campagna elettorale di un cambiamento di azione, che prima di tutto è un cambiamento culturale, da paese occidentale, dove maggioranza e opposizione si affrontano sul campo della competizione politica, non più da nemici ma da avversari.
Tutti conoscono lo stato delle cose in Italia, e la volontà di un cambiamento profondo della concezione politica può essere di buon auspicio anche per migliore le condizioni del sistema Italia.
Primi punti di contatto dovranno essere le riforme del Welfare, (rendendolo più flessibile e di stampo liberale) dell’Istruzione( passando da un sistema ormai senescente ad uno più competitivo e all’avanguardia) ed infine rimettere le mani sulla Carta Costituzionale, buona per un dopo guerra, ma all’indomani delle problematiche globali urge di essere rimodellata e semplificata, per migliorare l’archetipo sul quale regge il nostro sistema giuridico.
Ricordiamoci che la nostra carta e intessuta su criteri che si fondano su un pensiero di matrice catto-comunista, che prevedeva al suo interno un rapporto tra inividuo e stato, preferendo l’interventismo alle libertà individuali.
Gli effetti del regionalimo, hanno evidenziato un paese spaccato a metà,tra un nord competitivo e ricco e un Sud, incapace di scardinare un sistema oppressivo al suo interno, e una domanda esasperata di assistenzialismo come panacea di tutti i mali del mezzogiorno.
Il tutto deve essere letto in chiave di deresponsabilizzazione della nostra società verso quei doveri civici, che sono l’aspetto fondamentale di un democrazia del Benessere; per troppi anni si è preferito provvedimenti lassisti, congiunturali, che avevano un effetto nel breve, senza riconoscersi in un progetto di lunga scadenza che possa eliminare il male alla radice.
Ed e’ proprio questo il cambiamento che deve avvenire in italia, più che incentrarsi su aspetti normativi, deve essere culturale, e in un ultimi analisi è da considerare positivo questa condizione climatica favorevole tra opposizione e maggioranza.

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