Come definire il mercato.

mercato

Tutti noi se dovessimo dare una definizione di Mercato, non esiteremo a definirlo come quel luogo astratto dove si incontra la domanda e l’offerta di un determinato bene (sia materiale che immateriale).

La questione circa la sua definizione, è risultata assai annosa fra i vari filosofi e le varie correnti filosofiche.

Il dibattito si incentra più che mai sul metodo logico da utilizzare per arrivare alla definizione in senso stretto.

In merito a ciò potremmo dividere le filosofie confliggenti in tre grandi famiglie:

Gli economicisti, individuano il mercato come fatto Naturale, e in quanto tale da assoggettare a regole certe e di scienza.

E’ così che dopo (Smith) l’economia si stacca dal ramo filosofico intrapreso da Aristotole, e si avvicina al mondo ingegneristico, riconosciendogli lo status di scienza .

E come ogni fenomeno economico deve prima di tutto essere scoperto, poi studiato, e in ultima analisi governato.

Gli economicisti fra i quali troviamo un esponente di spicco in Walres, identificava nel diritto solo un mezzo attraverso il quale regolare l’andamento del mercato.

Egli Riconosceva nel mercato il carattere della Neutralità, dunque l’impossibilità di essere inquadrato sotto la “lente del giusto e del ingiusto”.

Per gli economicisti il mercato da fatto naturale é sottoposto alle singole scelte individuali, studiabili con calcoli matematico-ingegneristico, sulla utilità dei beni e sulla loro massimmizzazione del benessere individuale.( attraverso le curve )

Diversamente si inquadrano tra i giuridicisti coloro come (IRTI) che definiscono il mercato un fatto artificiale, istituzionalizzato perchè derivante dall’ incontro del mondo naturale con le regole giuridiche.

In questo caso la regola giuridica è elemento costitutivo e fondante del mercato, analogamente come le regole del giuoco degli scacchi ne prescrivono il funzionamento e al tempo stesso ne dichiarano l’esistenza.

In questo caso il diritto è matrice del divenire del mercato, in un rapporto di pregiudizionalità-dipendenza, e riconoscendo non il mercato, ma i mercati, quanti sono gli ordinamenti giuridici che li attuano.

Aspetto centrale per i giuridicisti è la politica, attraverso il potere legislativo, introduce la regola da assoggetare al mercato e al quale dovrà attenersi rispetto alla sua fisionomia.

Ogni regola posta dal legislatore e interpretabile in chiave ideologica e politica, dunque necessariamente il mercato è frutto dell’idea dominate e diffusa nella società di riferimento.

Oggi potremmo dire che il mercato comunitario è inquadrato in un impianto ideologico di matrice liberale, la quale prevede al suo interno la valoralizzazione delle libertà individuali e della proprietà privata.

In ultima analisi è ricondicibile al filone eticistico, come esponete di spicco (Novak) il quale si pone in una posizione intermedia fra il giuridicismo e l’economicismo.

In breve individua nell’etica la matrice del mercato, la quale attarverso la politica, ne sceglie l’assetto e la fisionomia generale.

Nel eticismo sono molti gli aspetti di contatto con i giuridicisti, la differenza è sul piano cronologico, dove i primi riconoscono all’etica che si realizza con la politica e dunque in ultima analisi con la norma, la precedenza, e i secondi riconoscono l’esclusività del diritto come tale e ponendo le altre variabili come secondarie.

Ma l’eticismo non rinnega l’analisi dell’economicismo, e riconosce alle curve ingegneristiche valanza, ma le stesse le considera realtive perchè non prendono in considerazione tutte quelle scelte che sono mosse da motivazioni diverse dalla logica utilitaristica-egoistica.

Personalmente individuo nel Mercato tanto l’aspetto naturalistico nato dall’incontro interpersonale dei vari operatori economici, fin dal suo stato embrionale, e artificiale attraverso il diritto come regola che si rende necessaria per instaurare i rapporti interpersonali.

Anche allo stato primitivo con la prima forma di scambio “il baratto”, vi è stata in primis l’esigenza del contatto, dunque della scoperta dell’ignoto che ha fatto sorgere l’idea del mercato come fenomeno cooperativo, e nell’istante stesso della sua validazione, si è resa necessaria la formazione di regole per facilitare i rapporti, tali regole via via hanno accompagnato l’evoluzione del mercato stesso in base alle esigenze dei suoi operatori.

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