Ancora oggi, dopo anni dallo scandalo di Tangentopoli, c’è chi parla e pensa con un linguaggio da I° REPUBBLICA: eccoli i dinosauri della politica del compromesso, quelli che ci hanno portato a sforare la soglia del 1o0% di debito-PIL, quelli che giustificano la corruzione come modus operandi generalizzato e diffuso ( vedi il discorso di Bettino), quelli che con cadenza trimestrale si spartivano le poltrone, quelli che hanno il coraggio ancora oggi a distanza di anni di considerarla come l’epoca d’oro della storia Italiana.
Per fortuna la maggioranza degli italiani, ha fatto una scelta diversa con le elezioni dello scorso aprile: ha scelto di percorrere la strada di un bipartitismo maturo di tradizione anglossasone. Dove siano le persone e i programmi per il governo del Paese a fare la differenza e non l’appartenenza ideologica al partito. Il partito non più come intermediario fra governato e governante, ma come base ( non più mediata) di reclutamento e organizzazione del consenso intorno al suo leader.
La strada da percorrere è piena di insidie e difficoltà. Ora tocca ai giovani evitare che certe filosofie e correnti di pensierio vecchie e datate, possano riaffiorare dall’oblio e prolungare l’agonia di un Paese che necessita di riforme istituzionali e non di salti all’indietro.
Postato in: cultura | Messo il tag: zirri-incontro-udc-psi-sansepolcro

Craxi, è stato uno statista e per il suo tempo anche un buon governante, il PSI in quegli anni grazie a lui fece la scelta Autonomista che poi si riscontro felice … ma guai a pensare che oggi, in un periodo storico difficile, ci sia bisogno di un salto nel passato, un passato fatto di compromessi al ribasso sulla pelle delle nuove generazioni…..