Caro Ministro,
da studente non posso esimermi , dal rito antico del dare buoni consigli:
Il primo riguarda quello di non fare l’errore comune dei tuoi predecessori di voler stravolgere il sistema, a volte le riforme o le contro-riforme, sono peggiori del male da curare.
Da evitare i falsi problemi , che finiscono per assorbire energie e bloccare ogni azione.
Uno fra tutti? Il valore legale della laurea. Nel mercato del lavoro privato, ormai da anni i titoli non sono più equipollenti rispetto a quelli passati, e quello pubblico assorbe così pochi laureati.
Il vero problema sono le risorse. Lo 0,84 per cento del pil che l’Italia investe è cifra nemmeno paragonabile non tanto agli USA, ma alle medie Europee. Se non si rimette i soldi sul tavolo, qualsiasi idea di riforma, anche la più liberista, risulterà inapplicabile.
Il bravo Ministro, farà bene a pensare agli studenti, purtroppo presi poco in considerazione negli anni passati, anche per la nostra incapacità di impegnare la politica.
Senza dimenticare che sono tanti i giovani che abbandonano dopo il primo anno di studio, perchè l’orientamento in entrata è sempre più scadente. Allo stesso modo, i servizi di placement in uscita sono poco strutturati e, là dove lo sono, stentano, lasciando ogni neo-dottore da solo nella giungla quotidiana.

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