L’Enel, ha già mosso i primi passi in chiave di rilancio del nucleare alcuni anni fa con l’acquisizione della spagnola Endesa, strappata ai tedeschi di E.on, ad oggi il gruppo guidato da Fulvio Conti copre il 16,2 % del totale della sua generazione elettrica.
Una mossa che ha portato il colosso ad indebitarsi per la cifra astronomica di 57 miliardi, ma che di fatto ha cambiato la fisionomia del gruppo, ponendo le basi per una nuova politica energetica del paese.
Paesi come l’Albania, si dicono pronti a ospitare centrali nucleari italiane, e se la politica italiana, manterrà le sue promesse, entro il 2020 il nucleare potrebbe coprire il 10 % del fabbisogno nazionale.
Le prime centrali nucleari in Italia potrebbero arrivare nei prossimi 5 anni, come dichiarato dal ministro Scajola, attraverso la realizzazione di quattro centrali di terza generazione.
La terza generazione di reattori non si discosta molto dalla seconda generazione se non per la riduzione dei tempi di costruzione, di fatto utilizza lo stesso meccanismo:
Si tratta di reattori moderati ad acqua, la formazione del vapore avviene direttamente nel nocciolo, e quindi alle turbine arriva gas radioattivo, che poi viene raffreddato con acqua esterna e rinviato al reattore.
La Quarta generazione di Centrali, verrà invece realizzata non prima del 2030-40, e vedrà un miglioramento sia in termini di sicurezza, economicità, non ultimo una sostanziale diminuzione delle scorie radioattive.


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